DECRETO LEGGE 517
Attua la direttiva 90/384/CEE sulla armonizzazione delle legislazioni degli stati membri in materia di strumenti per pesare a funzionamento non automatico, dove per “strumento per pesare a funzionamento non automatico” si intende uno strumento che serve per determinare la massa di un corpo utilizzando la forza di gravità che agisce su di esso che richiede l’intervento di un operatore durante la pesatura.
Considerando che la misurazione della merce oggetto della compra-vendita è uno degli aspetti fondamentali delle transazioni commerciali, tale decreto stabilisce le categorie per le quali è richiesta la bollatura metrica affinché gli strumenti possano essere utilizzati nella compra-vendita.
Ovvero :
- determinazione della massa per le transazioni commerciali
- determinazione della massa per il calcolo di un pedaggio, una tariffa, una tassa, un premio, una ammenda, una remunerazione, una indennità o compenso di tipo analogo.
- determinazione della massa per l’applicazione di disposizioni legislative o regolamentari; perizie giudiziarie
- determinazione della massa nella prassi medica nel contesto della pesatura dei pazienti per ragioni di controllo, diagnosi, cura
- determinazione della massa per la fabbricazione di medicine su prescrizione in farmacia e determinazione delle masse in occasione delle analisi effettuate in laboratori medici e farmaceutici
- determinazione del prezzo in funzione della massa per la vendita diretta al pubblico e la confezione di preimballaggi.
DKD
(Servizio Tedesco di Calibrazione = Deutscher Kalibrierdienst) è una associazione di laboratori di calibrazione privati, di istituti di ricerca, di autorità tecniche, di istituti di ispezione e di verifica.
Questi laboratori sono accreditati e supervisionati dal “Accreditation body of deutscher kalibriesrdins”
Essi calibrano strumenti di misura e materiali di misura con misure specificate nel quadro dell’accreditamento.
I certificati emessi da questi laboratori provano la tracciabilità ai campioni nazionali come richiesto dalle norme ISO
Le calibrazione effettuate dal DKD permettono agli utilizzatori di avere risultati di misura affidabili.
DENSITA’
E’ pari alla massa del corpo diviso il volume che occupa

Viene normalmente misurata in kg/m3 o in g/cm3
DIAPASON
Il diapason è un monoblocco vibratore la cui forma è paragonabile a quella di due diapason contrapposti ed uniti alle 2 estremità. Vibra ad una frequenza proporzionale al valore del carico applicato e con una risoluzione di alta precisione. Tale frequenza viene contata e visualizzata digitalmente, in modo molto semplice e preciso.

caratteristiche salienti
- ampia gamma di misura
- consumo di corrente minimo ( microwat)
- accuratezza ottenibile da 10 a 50 volte superiore a quella di una cella di carico strain gauge
- eccellente velocità di risposta al variare della forza applicata
- nessun preriscaldamento necessario
- omologato metricamente fino a ……..
- brevetto mondiale
Dopo i primi utilizzi del diapason singolo quale sensore nella pesatura, i primi studi risalgono infatti al 1960, esso è stato continuamente sviluppato per migliorarne le prestazioni. Partendo dal semplice sensore singolo, si è passati al diapason “double ended” (DEFT), che è stato ulteriormente modificato creando un sensore vibrante monoblocco. Il diapason assemblato, e quindi composto da + parti, era sensibile alle sollecitazioni e alle deformazioni : soggetto quindi ad isteresi e bassa ripetibilità.


Il nuovo sensore DEFT è costituito da un vibratore DEFT con flessori, leve, centro fulcro, elementi di carico e da una base con fori di fissaggio.
Quando una forza F spinge verso il basso il punto di carico, la tensione è applicata sul DEFT vibratore tramite le leve e i flessori.

La struttura di una bilancia con sistema DEFT è molto semplice: consiste infatti in un meccanismo di pesatura con il sensore posizionato alla metà, una scheda per il circuito di oscillazione ed una scheda madre con un microprocessore.
Inoltre, la bilancia non necessita di un convertitore A/D o altri meccanismi a leva.
I problemi che si sono riscontrati nell’utilizzazione del diapason sono stati velocemente risolti appunto introducendo il diapason DEFT.
Uno di questi problemi era la regolazione della forza di compressione applicata sul vibratore. Tale compressione era inevitabile, poiché, anche movendo o trasportando la bilancia si crea accelerazione nelle parti meccaniche.
Il vibratore singolo avrebbe subito una deformazione permanente se una compressione superiore al suo carico critico fosse stata applicata al vibratore stesso. Ne deriva per cui la conclusione che una bilancia con tale vibratore non era pratica.

Un sensore DEFT invece protegge i propri vibratori tramite un espediente dalla compressione (vd fig. 9b).
Il vibratore nell’unità è salvo perché la compressione applicata al vibratore è limitata entro il suo carico critico tramite movimento di flessione dell’elemento flessibile del carico.
Altro problema era la perdita di energia derivante dalla connessione meccanica tra il vibratore e il meccanismo.

Il vibratore singolo DEFT ha diversi modi vibrazionali.
Fig a oscillazione
Fig b ribaltamento
Fig. c rotazione
Fig. d modalità standard per la misurazione della forza.
La frequenza nelle fig. a, b e c non può essere la stessa misurata nella modalità d libera da risonanza di frequenza.
E’ stata quindi analizzata la perdita di energia nelle direzioni – orizzontale e verticale.
Per quanto riguarda la direzione orizzontale, è stato trovato che la causa era da attribuirsi alla differenza dello spessore tra due barre vibranti. Tale differenza è praticamente impossibile da eliminare poiché le barre sono troppo sottili per essere costruite identiche.

Fig. 11 mostra la modalità di vibrazione
In questo esempio l’energia di flessione della barra indipendente A è maggiore di quella della B, poiché ha maggiore spessore. In questo caso, la giunzione C vibra con la stessa frequenza della barra A per minimizzare l’energia totale del vibratore.
In accordo con il movimento della giunzione C, i flessori che sono trasmettitori di una forza applicata sono piegati.
Ciò significa che i flessori sono causa della perdita di energia.
I flessori sono stati quindi ridisegnati affinché abbiano una propria struttura e geometria
DICHIARAZONE CE DI CONFORMITA’ DEL TIPO
Procedura mediante la quale il fabbricante, che adempie agli obblighi di legge, dichiara che gli strumenti in questione sono eventualmente conformi al tipo descritto nel certificato di approvazione CE del tipo e soddisfano le disposizioni del decreto ad essi applicabili.
Il fabbricante o il suo rappresentante nella comunità fornisce una dichiarazione di conformità ed appone su ciascuno strumento
- la marchiatura CE seguita dalle ultime 2 cifre dell’anno in cui è stato apposto
- il numero di identificazione dell’organismo che ha effettuato le operazioni id sorveglianza CE
- Un contrassegno quadrato di almeno 12.5 mm di lato, verde, recante la lettera M in carattere di stampa maiuscolo nero
- Una etichetta riportante : il numero del certificato, il marchio e/o il nome del fabbricante, la classe di precisione ( racchiusa in un ovale), la portata massima (Max), la portata minima (Min), la divisione di verifica (e), le ultime 2 cifre dell’anno in cui è stata apposta la marcatura CE, il numero di serie, divisione “d”, effetto massimo della tara sottrattivi (se diverso da Max), valori limiti di temperatura
DIGIT
Il + piccolo valore visualizzato dalla bilancia
DISCRIMINAZIONE
Viene effettuata in tre punti predeterminati e consiste nel verificare un cambiamento nella indicazione dello strumento dopo aver aggiunto una o più masse di discriminazione di carico.
NUMERO DI DIVISIONI DELLA SCALA
Calcolato dividendo la capacità massima dello strumento per la divisione d
Ad esempio una bilancia con portata massima 3000 g e divisione 0,1 g si dice che è una bilancia con 30.000 divisioni
DISPOSITIVO DI TARA
Dispositivo che permette di azzerare l’indicazione dello strumento quando un carico è posto sul dispositivo ricettore del carico (piatto)
Solitamente tale dispositivo è costituito da un semplice tasto che , una volta premuto, azzera la visualizzazione a display e permette di effettuare le pesate successive come pesate nette.
Molti strumenti sono poi forniti di una ulteriore tastiera numerica che permette di sotrarre il valore di tara noto digitandone direttamente il valore senza porre l’oggetto tara sul piatto
DISPOSITIVO RICETTORE DEL CARICO – PIATTO
Parte dello strumento che serve a misurare la massa del carico per mezzo di un dispositivo che equilibri la forza proveniente dal dispositivo trasmettitore del carico e di un dispositivo indicatore o di stampa.
DISCRIMINAZIONE – MOBILITA’
Attitudine di uno strumento a reagire a piccole variazioni di carico.
Il valore da prendere in considerazione è il valore del più piccolo sovraccarico che, posto o sl piatto, provoca una variazione percettibile dell’indicazione.
La prova di discriminazione consiste consiste nel verificare il cambiamento nell’indicazione dello strumento dopo aver aggiunto una o più masse di discriminazione ( pari a 1,4 d ) al carico, in determinati punti stabiliti dalla normativa EN45501, ovvero al carico Min, a metà del carico Max, ed al Max.
DIVISIONE “d”
“d” è il più piccolo valore visualizzato dallo strumento.
Nell’uso legale corrisponde alla divisione “e” in tutte le classi, oppure, nelle classi I e II, anche a ½, 1/5 o 1/10 della divisione e (divisione ausiliaria)
d = divisione ausiliaria, aiuta a determinare in maniera + corretta la divisione “e”
Funge da divisione ausiliaria rispetto alla divisione “e”.
La divisione “e” è la divisione che viene utilizzata nell’uso legale.
La divisione “d” per cui aiuta l’utilizzatore a capire in che punto della divisione “e” si trova.
Ad esempio
Bilancia portata 600 g divisione d=0,001 g divisione e = 0,01 g
Se il valore di lettura è 12,452 ( divisione d quindi uguale a 2) ci farà capire che siamo più vicini al 5 che al 6 successivo l’oggetto pesato dovrà quindi essere considerato, ai fini legali come 12,45
DIVISIONE E
E’ il valore valido nell’uso legale M (v. Bilance Omologate), valore a cui riferirsi sempre.
DIVISIONI PER VENDITA A PESO NETTO DELLE MERCI
Il D.M. del 21/12/84 stabilisce la precisione che deve avere la bilancia utilizzata nella operazione di pesatura in relazione alla tipologia di prodotto.
Cioè divisione “e” richiesta

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